martedì 22 agosto 2017

IL LATTE DUBBI e CERTEZZE



Negli ultimi tempi si levano sempre più spesso voci allarmistiche relative a presunti effetti negativi sulla salute da parte di questo alimento, considerato fino a qualche tempo fa una delle basi di un’alimentazione sana e genuina: buono come il latte.


L’associazione no-profit Nutrition Foundation of Italy ha deciso di fare il punto sulla situazione. Operante dal 1976, NFI si occupa di contribuire alla ricerca scientifica e alla diffusione di informazioni scientificamente verificate nel campo dell’alimentazione, avvalendosi di un comitato di esperti di riconosciuta competenza in pressoché ogni campo delle discipline mediche.
Per non correre dietro alle mode, ma capire di più e meglio, affidandosi come suo solito a dati medici incontrovertibili, la NFI ha pertanto organizzato nel settembre 2016 un simposio al quale hanno preso parte i maggiori studiosi italiani nell’ambito della nutrizione, delle scienze della salute, della biomedica, dell’endocrinologia: tra questi era presente la professoressa Maria Luisa Brandi, docente ordinario di Endocrinologia presso l’Università di Firenze e presidente di FIRMO (Fondazione Italiana Ricerca sulle Malattie dell’Osso).
I risultati del simposio sono confluiti nel fascicolo “Il latte vaccino, ruolo nell’alimentazione umana ed effetti sulla salute”, liberamente scaricabile dal sito della Fondazione FIRMO.
In 54 pagine, secondo un chiaro schema domanda-risposta, il volumetto fornisce numerose informazioni sul latte. Ne deriva una completa riabilitazione di questo prezioso alimento, il cui consumo, già inferiore alle dosi di assunzione raccomandate, va sempre più calando a causa di mode alimentari e pregiudizi, visto che al momento non esistono evidenze scientifiche provate sull’uomo di effetti negativi del latte sulla salute.
Fra le moltissime utili indicazioni, colpisce la parte dedicata alle intolleranze, che mette in luce errori grossolani molto diffusi: troppo spesso sono autodiagnosticate (mentre spetta all’indagine medica riconoscerle, visto che sintomi apparentemente riconducibili a un’intolleranza possono avere cause ben diverse), né vanno confuse con le allergie né, tantomeno, devono spingere chi ne soffre a esentare dal latte i figli come misura preventiva, ottenendo l’unico risultato di privarli di una preziosa fonte nutritiva.
Il fascicolo intende rassicurare sul fatto che il latte è un alimento sicuro, utile a ogni età, capace di fornire all’organismo nutrienti biodisponibili e in dose corretta per mantenere in salute il corpo dall’infanzia fino alla terza età.

Voi cosa ne pensate?

venerdì 14 luglio 2017

Richiamo ufficiale per formaggio di capra francese a marchio “Saint Denis” per presenza di Listeria monocytogenes

Ministero della Salute richiama 103 lotti di formaggio di capra francese a marchio “Saint Denis” per presenza di Listeria monocytogenes

 Info prodotto
Data richiamo: 11/07/2017
Denominazione di vendita: GATINAIS CRU / GATINAIS-EURL BLANC/CABRI/CABRI AZOTE/GATINAIS COUPE
Marchio: Saint Denis
Lotto: DAL LOTTO NUMERO 72 al 175
Termine minimo di conservazione (TMC): 07/08/2017
Peso / volume confezione: NON DICHIARATO
Nome del produttore (coincide con l’OSA-Operatore del Settore Alimentare): FROMAGERIE BLANC EURL
Sede dello stabilimento: 62 RUE DE LILLE – RUNGIS- CP 94154 – FR
Motivo del Richiamo: presenza di Listeria Monocytogenes
Popolazione interessata: Tutti gli acquirenti
 Gestione prodotto da parte del consumatore
A scopo precauzionale e al fine di garantire la sicurezza dei consumatori,  si raccomanda a coloro che hanno acquistato il prodotto con medesimo lotto di appartenenza, di
NON CONSUMARLO ASSOLUTAMENTE!
 Per visualizzare la notifica  di richiamo pubblicato sul  Portale del RASFF clicca qui
Per visualizzare l’avviso di richiamo  pubblicato sul sito del Ministero della Salute clicca qui



Questo l'ennesimo caso di allerta sanitario sui formaggi che ripropone il pericolo della presenza di LISTERIA m. sugli alimenti e delle varie forme di "zoonosi".




Come molti sapranno, il pericolo della presenza di Listeria m. sui formaggi è molto sentito:
 Listeria m. è ritenuto il microrganismo principale responsabile di una forma di ZOONOSI (Listeriosi).

Le zoonosi sono infezioni o malattie che possono essere trasmesse direttamente o indirettamente tra gli animali e l’uomo, per esempio attraverso il consumo di alimenti contaminati o il contatto con animali infetti. 
Nell'uomo queste malattie possono avere gravità diversa, con quadri clinici caratterizzati da lieve sintomatologia fino a patologie potenzialmente letali. 
Le zoonosi di origine alimentare sono provocate dal consumo di alimenti o di acqua potabile contaminati da microrganismi patogeni (ossia che causano malattie), tra cui batteri e relative tossine, virus e parassiti. Questi agenti patogeni penetrano nell’organismo attraverso il tratto gastrointestinale, a carico del quale solitamente si manifestano i primi sintomi. Molti di questi microrganismi si trovano frequentemente nell’intestino di animali sani produttori di alimenti. Il rischio di contaminazione è presente dall’azienda agricola alla tavola e rende pertanto necessari interventi di prevenzione e controllo lungo tutta la filiera alimentare.
Le zoonosi di origine alimentare rappresentano una seria minaccia per la salute pubblica, diffusa in tutto il mondo. 
Nell’Unione europea (UE) sono riferiti ogni anno più di 320 000 casi nell’uomo, per quanto il numero effettivo sia probabilmente di gran lunga più elevato.
In che modo avviene la contaminazione degli alimenti

Presso l’azienda agricola
  • I mangimi animali possono essere contaminati da batteri, quali Salmonella, che causano un’infezione negli animali e che possono provocare un’infezione anche nell’uomo, in seguito al consumo di alimenti derivati.
  • I parassiti possono infestare gli animali produttori di alimenti.
  • Il latte può essere contaminato attraverso il contatto con feci animali o con la polvere ambientale.
  • La pelle e il pelo degli animali possono essere contaminati da feci e dall’ambiente.
  • Anche le uova e svariati ortaggi possono essere contaminati nell’azienda agricola.
Durante la macellazione
  • La carne può essere contaminata per contatto con materiali intestinali o con la pelle degli animali.
Durante le successive fasi di lavorazione
  • I microrganismi presenti in altri prodotti agricoli crudi o su superfici a contatto con gli alimenti possono contaminare gli alimenti.
  • Persone infette che manipolano gli alimenti possono favorire la contaminazione.
In cucina
  • I microbi possono essere trasferiti da un alimento all’altro a causa di un uso non corretto degli utensili da cucina o da persone infette che manipolano gli alimenti.

Comuni malattie d’origine alimentare

I microrganismi che sono più frequentemente responsabili di malattie a trasmissione alimentare sono:
Batteri
  • Campylobacter (responsabile di campilobatteriosi), Salmonella (responsabile di salmonellosi),Listeria (responsabile di listeriosi), ceppo patogeno di Escherichia coli (E. coli)Yersinia
Tossine batteriche
  • Tossine di Staphylococcus aureusClostridium perfringens, Clostridium botulinum e Bacillus cereus
Virus
  • Calicivirus (tra cui il norovirus), rotavirus, virus dell’epatite A, virus dell’epatite E
Parassiti
  • Trichinella, Toxoplasma, Cryptosporidium, Giardia

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Resto disponibile ad approfondire, contattatemi.

Alla prossima  

sabato 8 luglio 2017

La CALABRIA e i suoi Formaggi....

Salve a tutti,

durante un recente viaggio di lavoro in Calabria, ho avuto modo di scoprire la " cultura e passione" che diversi produttori di formaggio cercano di trasmettere attraverso i loro prodotti.


In una regione circondata dal mare, ma con gran parte dei centri abitati arroccati nell'immediato entroterra, la tradizione contadina fatta di pastorizia e di allevamenti ha sviluppato livelli tali di qualità e anche di quantità di produzioni da offrire sul mercato caseario una scelta notevolmente ricca.
Basti pensare che la Calabria è ai primi posti per il numero di capi ovini e caprini distribuiti su pascoli di ogni tipo, da quelli alle quote più basse prospicienti il mare, immersi nel profumo e nei colori della macchia mediterranea, a quelli delle distese montane dell'Aspromonte e della Sila, dove l'aria è impregnata dei profumi delle conifere. 

Troviamo molte pecore e capre, ma anche mandrie di bovini che assicurano il latte vaccino indispensabile per tutta un'altra serie di formaggi che rispetto a quelli di altre regioni italiane hanno una fragranza tutta particolare. 


La lista dei prodotti caseari della Calabria è veramente lunga.




Tra i principali troviamo:




  • BUTIRRO DEL POLLINO
    Detto anche burrino o butirrino, il Butirro del Pollino è un formaggio fresco a pasta filata dalla forma di un piccolo caciocavallo che nasconde al suo interno un morbido burro.
    Normalmente lavorato a mano in acqua molto fredda, messo in frigo a solidificare e poi inserito nell'involucro di pasta filata che viene stretto al collo e sigillato immergendolo in acqua calda. Il butirro è un formaggio prodotto in varie zone della Calabria tra le province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, ma la zona di produzione più famosa è certamente quella compresa tra i comuni di Frascineto, Morano Calabro, Civita, Castrovillari e Cassano allo Ionio, a ridosso delle pendici meridionali del gruppo montuoso del Pollino.
  • CACIOCAVALLO DI CIMINÀ
    Formaggio tipico e dalla tradizione antica quanto l'uomo, il Caciocavallo di Ciminà è stato inserito dal Ministero delle Politiche Agricole nell'elenco PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) della Calabria.
     
    Derivato di formaggio vaccino, misto con un po di latte di capra, il Caciocavallo di Ciminà si produce nell'area grecofona dell'Aspromonte, a ridosso della Locride. Il caciocavallo di Ciminà viene prodotto con tecniche tradizionali. Il latte vaccino di una o due mungiture, assieme al latte di capra, coagula nel pentolone di rame grazie all'immersione nel latte del caglio di capretto.
  • CACIOCAVALLO SILANO
    Tra i formaggi tipici della regione Calabria il Caciocavallo silano è certamente uno dei più diffusi e conosciuti anche fuori dai confini regionali, grazie alla sue caratteristiche genuine.
     
    La sua produzione è concentrata in prevalenza tra i monti della Sila, e le alte colline della Presila, dove il clima freddo e secco favorisce comunque una stagionatura adeguata. Il caciocavallo silano è un formaggio semiduro a pasta filata, prodotto con latte vaccino dalla tipica forma ovale o tronco-conica. La tradizione vuole che con i residui della lavorazione del caciocavallo silano, venivano anticamente realizzate bambole da collezione a pasta filata.
  • MOZZARELLA SILANA
    Insieme al più famoso caciocavallo, anche la mozzarella silana è un latticino tipico prodotto tra le alte montagne della Sila.
     
    La mozzarella silana è infatti prodotta sul versante orientale dell'altopiano tra le aree ricadenti nelle province di Cosenza e Catanzaro, zona delimitata tra i monti della Sila Greca e quelli della Sila Piccola. La sua produzione, a quantità limitata, si svolge solo nel periodo estivo. Durante la transumanza delle mandrie dalle aride praterie della costa ionica verso i rilievi montuosi più freschi e abbondanti, parte la produzione della mozzarella silana.
  • MUSULUPU D'ASPROMONTE
    Formaggio tradizionale da tavola di origine greco-albanese, il musulupu, chiamto anche musulucu, si produce su richiesta tra Marzo e Settembre nei paesi interni della locride, sul versante orientale dell'impervio Massiccio dell'Aspromonte in provincia di Reggio Calabria.
     
    Secondo un'antica tradizione il nomignolo musulupu deriverebbe dall'antica lingua grecanica parlata in queste zone della locride, con significato di boccone del lupo. Caratteristiche nella produzione di questo antico formaggio sono le musulupare, cioè gli stampi in legno in cui viene collocato il coagulo ottenuto dal latte, e che assumono diverse forme tra cui il seno di una donna o il profilo di una figura femminile intarsiata a mano.
  • PECORINO CROTONESE
    Tra i formaggi di latte pecorino prodotti in Calabria, il pecorino crotonese è certamente quello più diffuso e noto anche oltre i confini regionali.
     
    Viene prodotto nel territorio della provincia di Crotone, tra i comuni di Cutro, Isola di Capo Rizzuto, Strongoli e la stessa città di Crotone, dove sono comunque ubicati i maggiori caseifici. Un tempo il pecorino crotonese veniva prodotto con latte di pecora proveniente dalla razza Gentile di Puglia. Al preparato si aggiungeva un terzo di latte caprino, particolarmente idoneo per la sua elevata quantità di grasso.
  • PECORINO DEL MONTE PORO
    Considerato tra i migliori formaggi pecorini del meridione, il Pecorino del Monte Poro viene prodotto da tempi antichi in alcune località della provincia di Vibo Valentia, ubicate su di un basso terrazzamento prospiciente la costa tirrenica.
     
    Il Monte Poro infatti è un piccolo altopiano solitario che si sviluppa tra le località di Ricadi e Nicotera, e termina ad ovest con l'alto promontorio di Capo Vaticano, interessando l'area costiera della famosa Costa degli Dei. Il pecorino del Monte Poro si ottiene dalla lavorazione di latte ovino ottenuto da pecore alimentate in pascoli naturali sulle pendici dell'altopiano.
  • PECORINO DEL POLLINO
    Tradizionale formaggio stagionato a latte di pecora, il Pecorino del Pollino è meno noto degli altri pecorini Dop calabresi, ma non per questo meno buono.
     
    Il Pecorino del Pollino rientra nell'elenco stilato dal Ministero per le Politiche Agricole dei prodotti PAT calabresi (prodotti agro-alimentari tipici della regione Calabria). L'area di produzione si estende ai paesi rientranti nel grande Parco Nazionale del Pollino. 
  • PECORINO DELLA LOCRIDE
    A differenza del più diffuso pecorino crotonese, Il Pecorino  della locride viene prodotto con l'utilizzo di solo latte di pecora, con l'aggiunta di caglio in pasta d'agnello o di capra.
     
    Il Pecorino della locride si produce in prevalenza durante i mesi estivi, tra Luglio e Ottobre, nella parte ionica della provincia di Reggio Calabria alle pendici del versante orientale del Massiccio dell'Aspromonte. Dal sapore gradevole e delicato, questo formaggio è forse uno dei meno noti e diffusi della regione, ma viene realizzato con le antiche tecniche produttive, tipicamente artigianali, che ne fanno tra i formaggi più genuini esistenti in Calabria.


Non mancano poi le "specialità personalizzate", prodotte con passione dai

diversi "mastro-casari" che ho avuto modo di conoscere 








specialità come quelle che ho avuto modo di assaggiare 

presso  BORGO DEI VINCI  MEDIOLAT srl di Sant'Onofrio (VV)

link http://www.borgodeivinci.com/


Caciotte di Pecora  aromatizzate  in fase di stagionatura



e ancora  presso Az. AGR. BARONE MACRI' di Gerace (RC)

link http://www.baronemacri.it/home/i-formaggi/






Arrivederci Calabria e ai suoi formaggi!


venerdì 30 giugno 2017

Cheese 2017 le forme del latte, manifestazione internazionale di Slow Food


fonte http://www.lattenews.it/a-settembre-bra-ospitera-lundicesima-edizione-di-cheese/

Cheese, le forme del latte, la manifestazione internazionale di Slow Food e Comune di Bra dedicata al mondo lattiero-caseario di qualità, festeggerà il ventesimo compleanno a Bra (Cn) dal 15 al 18 settembre 2017         (Ndr. La prima edizione ebbe infatti luogo nel 1997).
Filo conduttore di questa edizione sarà il tema gli Stati generali del latte crudo: per la prima volta l’appuntamento ospiterà solo ed esclusivamente formaggi prodotti con latte non sottoposto a pastorizzazione.
«La sfida del latte crudo è ancora tutta da vincere» ha affermato il presidente di Slow Food Carlo Petrini alla presentazione dell’evento, sottolineando come Cheese abbia in questi anni portato alla ribalta le produzioni casearie d’eccellenza e attirato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane dei pastori e casari che le difendono in tantissimi territori. 
È motivo d’orgoglio, per esempio, ricordare come l’approccio di Slow Food abbia contribuito a mutare la produzione lattiero-casearia negli Stati Uniti d’America, Paese al centro di questa undicesima edizione della kermesse: «Vent’anni fa non esistevano formaggi a latte crudo. 
Oggi, anche grazie a Cheese, stanno poco alla volta conquistando fette di mercato sempre più importanti. Sono “figli” di Cheese quelle decine di produttori lattiero-caseari che oggi esprimono tutta la bellezza dei territori e della loro diversità, dal Vermont fino alla California e al New Mexico». 
Molto però resta da fare, continua Petrini, perché «il latte crudo non è ancora riconosciuto come elemento distintivo in troppe realtà, anche europee, penalizzando produzioni storiche. Per questo vale la pena di sostenere questa battaglia».

martedì 20 giugno 2017

NUOVO DECRETO SUI CONTROLLI COMPARTO BIOLOGICO


Fonte http://www.lattenews.it/iniziato-liter-del-decreto-sul-controlli-nel-comparto-biologico/

Il 16 giugno il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo recante disposizioni di armonizzazione e razionalizzazione della normativa sui controlli in materia di produzione agricola e agroalimentare biologica. 
La norma attua la delega contenuta nel Collegato agricoltura e aggiorna le disposizioni ferme al 1995, adeguandole anche alle sopravvenute leggi europee. Inizia ora l’iter previsto per la definitiva approvazione.
Il provvedimento ha i seguenti obiettivi:
  •  garantire una maggiore tutela del consumatore;
  •  assicurare una maggiore tutela del commercio e della concorrenza;
  •  semplificare e unificare in un solo testo di legge la materia dei controlli sulla produzione agricola biologica;
  •  rendere il sistema dei controlli più efficace anche sotto il profilo della repressione.
Tre le novità principali: 
la prima riguarda il sistema dei controlli: il decreto conferma che il MiPaaf è l’autorità competente per l’organizzazione dei controlli e che delega tali compiti a organismi di controllo privati e autorizzati. L’Ispettorato centrale per la tutela della qualità e la repressione frodi dei prodotti agroalimentari rilascia le autorizzazioni all’esercizio dei compiti di controllo e dunque vigila e controlla l’attività degli organismi.
 Al fine di rafforzare il sistema, al Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri è attribuita, oltre all’attività di controllo sugli operatori, anche quella di vigilanza sugli organismi di controllo.
 Le Regioni e le province autonome conservano ed esercitano l’attività di vigilanza e controllo negli ambiti territoriali di competenza.
La seconda novità contiene le norme contro il conflitto di interessi tra controllori e controllati. In particolare lo schema di decreto legislativo introduce meccanismi a rafforzamento della leale concorrenza e per l’eliminazione dei conflitti di interessi degli organismi di controllo. Per questo si stabilisce che:
  • gli operatori del biologico non possono detenere partecipazioni societarie degli organismi di controllo,
  • gli organismi di controllo non possono controllare per più di 5 anni lo stesso operatore,
  • gli organismi di controllo devono garantire adeguate esperienza e competenza delle risorse umane impiegate.
  • nuovi obblighi di comportamento degli organismi di controllo, che discendono dai principi di trasparenza e correttezza e conseguenti sanzioni amministrative pecuniarie, con funzioni deterrenti.
Infine, la terza novità, l’istituzione di una banca dati pubblica di tutte le transazioni commerciali del settore biologico fruibile da tutti gli operatoti del sistema, per rendere più trasparenti le transazioni e più tempestiva l’azione antifrode e maggiore la tutela dei consumatori.

venerdì 16 giugno 2017

L’EXPORT DI FORMAGGI CRESCE, MA I CONSUMI INTERNI FRENANO !




NEWS fonte http://www.stalledalatte.informatoreagrario.it/attualitagrave/lexport-di-formaggi-cresce-ma-i-consumi-interni-frenano


Le esportazioni dei formaggi italiani nel 2016 hanno sfiorato le 390.000 tonnellate, per un valore di oltre 2,4 miliardi di euro, ma i consumi interni ristagnano. I dati sono stati presentati da Assolatte, l'Associazione degli industriali del settore alla recente assemblea annuale a Milano, che ha confermato alla presidenza Giuseppe Ambrosi per il prossimo triennio. 
Nel giro di 10 anni gli imprenditori del lattiero-caseario italiano, oltre 1.500 aziende, hanno cambiato i connotati del settore: il saldo commerciale dei formaggi, negativo fino al 2007, sfiora i 900 milioni di euro. 

''I primi mesi del 2017 hanno portato dei segnali di miglioramento che fanno pensare che stiamo uscendo dalla crisi'', ha commentato Ambrosi, secondo il quale però occorre lavorare alle criticità tutte italiane, prima tra tutte la scarsa competitività data dalle inefficienze del sistema che si trasformano in costi per le imprese. Quanto alla produzione nazionale, il 2016 si è chiuso con +3,2%,superando i 11,5 milioni di tonnellate. 
Con la fine delle quote latte, infatti, gli allevamenti hanno aumentato le produzioni; di conseguenza sono calate le importazioni di latte in cisterna ed è aumentato il tasso di auto approvvigionamento delle imprese. 
Nessun segnale di ripresa, invece, dal mercato interno: il 2016 si è chiuso con una nuova flessione per il latte alimentare e la maggior riduzione ha riguardato il latte fresco che ha perso il 6,4%.

domenica 7 maggio 2017

Concorso Caseario per Trofeo San Lucio 2018



L’associazione dei diplomati della Scuola Casearia di Pandino, ASSO CASEARIA PANDINO, ha iniziato la programmazione e l’organizzazione del concorso caseario CaseoArt che attribuisce il “Trofeo San Lucio 2018”.
Giunto alla VIII edizione, si svolgerà a Pandino (Cremona) 
il 17-18 marzo, con premiazione il 1° maggio 2018.
L’iscrizione dei formaggi è gratuita e i tecnici-casari possono partecipare con più formaggi, di diverse categorie. I formaggi, divisi per categoria, saranno giudicati da tre giurie: 
la prima, tecnica, composta da assaggiatori ONAF; 
la seconda, formata da tecnici caseari; 
e la terza costituita da consumatori che esprimeranno un giudizio di gradimento all’acquisto. 
Il premio sarà attribuito al tecnico-casaro che ha prodotto il miglior formaggio presentato al concorso
I numeri della edizione precedente del 2016: 
oltre 300 formaggi in gara divisi in più di 20 categorie; 
più di 100 assaggiatori tecnici; 
oltre 1500 consumatori.
L’associazione invita i caseifici a iscrivere i formaggi e i tecnici-casari a partecipare alla valutazione dei formaggi in gara.