giovedì 1 settembre 2016

LATTE, FORMAGGI, LATTICINI E DATA DI SCADENZA

Salve a tutti,
sarà probabilmente accaduto anche voi, come al sottoscritto, che al rientro a casa da un periodo di "meritate" vacanze, nell'aprire il frigorifero, vi accorgete di aver dimenticato una porzione di formaggio o un vasetto di Yogurt che riporta la data di scadenza ormai superata da pochi giorni.

Che fare allora? Come comportarsi per non mettere a rischio la propria salute senza però avere il rimorso di essere complice del discusso fenomeno dello " spreco alimentare"?
La legge italiana impone ai produttori di Formaggi e alimenti di indicare la data di scadenza, cioè il periodo entro il quale il prodotto conserva le sue qualità organolettiche e può essere consumato senza rischi per la salute.
Superata la data di scadenza, l'alimento può costituire un pericolo per la salute a causa della proliferazione batterica. Per legge è vietata la vendita dei prodotti che riportano la data di scadenza a partire dal giorno successivo a quello indicato sulla confezione
In caso di formaggi e alimenti preconfezionati è importante sapere che i produttori, in fase di confezionamento hanno due possibilità di indicazioni per il consumatore:
  • Da consumare preferibilmente entro. Si parla di prodotti che garantiscono inalterato il proprio valore nutrizionale se consumati entro la data segnalata sulla confezione. Passata la data indicata il prodotto sarà ancora commestibile, ma non avrà lo stesso apporto di nutrimenti dichiarato o ne risentirà anche in termini di gusto.
  • Da consumare entro. In questo caso, si tratta di alimenti maggiormente deperibili (latte fresco, uova, yogurt, ricotta, pasta fresca…) il termine è rigido, perché c’è in gioco la salute. Anche se in alcuni casi è possibile una certa tolleranza, a patto che il prodotto sia stato conservato correttamente.
Attenzione! Le seguenti indicazioni valgono se viene rispettata la catena del freddo durante la commercializzazione e soprattutto se il frigorifero di casa è tarato a +4°C .

(fonte http://www.ilfattoalimentare.it/scadenza-consigli-spreco.html)

La data di scadenza del "latte fresco pastorizzato" è determinata nel sesto giorno successivo a quello del trattamento termico di pastorizzazione, mentre la scadenza del "latte microfiltrato fresco pastorizzato" è determinata per legge nel decimo giorno successivo a quello del trattamento termico 
Il latte fresco pastorizzato di alta qualità scade  quindi al 7° giorno di vita. Se però viene conservato  bene (ancora sigillato)  nel frigorifero domestico, si potrebbe bere anche uno-due giorni dopo tale data.
Cosa diversa invece per Il latte crudo che  va fatto bollire sempre prima del consumo, soprattutto se destinato ai bambini.
Il Latte a lunga conservazione UHT invece  si puo’ conservare ( se ancora sigillato) fino a un mese dopo la data di scadenza. Dopo l'apertura invece deve essere conservato in frigo e consumato entro 2-3 giorni.  In questi casi, meglio usarlo in cucina.
Formaggio: dipende dal tipo di formaggio, e dalle modalità di confezionamento e di conservazione. A pasta dura si conserva generalmente sino a 1 mese dopo la data indicata; mentre a pasta molle sino a 10 giorni. La Mozzarella vaccina in genere scade dopo 1 mese dalla data di produzione. È consigliabile però, sopratutto in estate, anticiparne il consumo che dovrebbe avvenire al massimo entro 3 settimane dalla produzione. I formaggi freschi come la mozzarella o la ricotta, se sono appena scaduti sono utilizzabili in cucina per arricchire pizze, pasta al forno e sformati.

LE BUONE REGOLE PER LA CORRETTA CONSERVAZIONE DEL FORMAGGIO
( fonte http://www.formaggio.it/conservazione-degustazione/)
  1. Conservare il formaggio alla giusta temperatura è indispensabile per mantenere alta la qualità del prodotto. I formaggi freschi devono essere collocati nella zona più fredda del frigorifero (2-4° C), i formaggi stagionati a pasta cotta in quella meno fredda (10-12 °C), mentre le altre tipologie nello scomparto a temperatura compresa tra i 6 e gli 8 °C. Gli sbalzi di temperatura spesso pregiudicano le caratteristiche organolettiche del prodotto e, in casi estremi, possono favorire la formazione di microrganismi patogeni, pericolosi per la salute.
  2. Il formaggio non deve mai essere conservato nel congelatore, poiché la successiva decongelazione altererà la struttura della pasta e ne comprometterà le caratteristiche gustative e olfattive.
  3. Lo scomparto ideale per la conservazione di piccole quantità di formaggio è il cassetto delle verdure.
  4. È buona regola non alterare la confezione originale del formaggio prima del consumo.
  5. Se acquistate al taglio o al banco, le fette dovranno essere interamente avvolte con carta oleata per alimenti. Evitare la pellicola trasparente poiché, se quest’ultima contiene Pvc, esiste il rischio che a contatto con i grassi del formaggio il Pvc rilasci gli ftalati, sostanze che rendono elastica la plastica. La carta deve aderire bene alla parte tagliata, così da preservare l’umidità originale del prodotto e impedire che la pasta subisca un processo di ossidazione. Inoltre, un confezionamento così curato ha il vantaggio di preservare gli altri alimenti presenti nel frigorifero, poiché spesso i formaggi emanano un odore forte che permea facilmente l’ambiente e i cibi circostanti.
  6. In alternativa, i formaggi andrebbero avvolti in pezzuole di lino convenientemente umidificate e, in seguito, disposti a seconda delle tipologie di appartenenza in appositi vassoi coperti da campane di vetro. Tenere il coperchio socchiuso, in modo da consentire all’acqua di condensa di fuoriuscire.
  7. Anche se confezionati, i formaggi non devono rimanere a contatto con verdure e legumi non lavati, in quanto potrebbero verificarsi contaminazioni batteriche tra la terra residua presente sui vegetali e il prodotto caseario.
  8. Le fette di formaggio devono essere separate l’una dall’altra e incartate singolarmente. Soltanto così sarà possibile avvicinarle, in quanto non esisterà più il pericolo di un contatto fisico con conseguente trasmissione di aromi o muffe.
  9. Per gustarne appieno il sapore, un’ora  prima di essere consumato, il formaggio deve essere tolto dal frigorifero, scartato e ossigenato. Affinché il formaggio in tavola possa esprimere appieno le sue caratteristiche organolettiche, la temperatura di degustazione dovrebbe aggirarsi intorno ai 16 °C.
Yogurt: se perfettamente conservato in frigorifero, può essere consumato fino a una settimana dopo la data di scadenza.  Lo yogurt scaduto, ma in perfette condizioni (senza muffa o cattivi odori) avrà solo meno fermenti "vivi", ma sarà consumabile in tutta tranquillità. 
La ricotta e la Robiola spalmabile invece sono alimenti molto delicati, per cui un’interruzione abbastanza lunga della catena del freddo oppure la permanenza in frigoriferi che non rispettano le temperature di conservazione, favoriscono l’avvio dei processi di alterazione organolettica, già alcuni giorni prima della scadenza. Il consiglio è di consumare questi latticini 5-7 giorni prima anche perché il frigorifero di casa spesso non garantisce una temperatura di conservazione adeguata. dei + 4°C effettivi. 

Interessante il seguente video a cura del Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che riassume quanto riportato sopra. Buona visione!
https://youtu.be/e1ZohRJ5pL4


Raccontatemi le vostre esperienze! 
Alla prossima.

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